Navigare a vista nel maremagnum delle diverse proposte dietetiche

Aggiornato il: apr 2

Autore: Marianna Daldoss


Dieta mediterranea, paleo, chetogenica, digiuno intermittente, dieta vegetariana, low fodmap, GAPS, GIFT e chi più ne ha più ne metta. Si leggono continuamente articoli sugli effetti miracolosi della “nuova” dieta, alcuni supportati da evidenze scientifiche altri da bravi esperti di marketing.


Il fatto di basarsi su delle evidenze scientifiche deve essere un punto cardine di ogni nuova proposta dietetica, anche se a volte siamo di fronte a studi di bassa qualità i cui risultati possono essere travisati a piacimento dell’autore. Premettendo che gli studi in campo della nutrizione non sono affatto facili e molto spesso sono studi osservazionali che non tengono conto di tantissimi fattori individuali, bisogna sapere leggere l’articolo e non passare direttamente alle conclusioni.


Dall’altra parte dobbiamo essere pronti ad accettare nuove diete o almeno cercare di approfondirle prima di denigrarle.


Dopo aver analizzato i vari strumenti dobbiamo capire qual è il più utile e valido per noi. Molte delle diete sopra citate hanno delle buone evidenze scientifiche ma si basano su principi opposti (carne sì o carne no, carboidrati sì o carboidrati no, pasti frequenti o digiuno), quindi quale devo scegliere tra le tante a disposizione?


Devo sicuramente decidere in base agli obiettivi (perché togliere completamente il glutine se non ho problematiche connesse?), deve essere sostenibile e attuabile dal soggetto (il digiuno intermittente può non essere praticabile da chi lavora su turni o addirittura pericoloso per chi soffre di diabete I ma può essere una buona scelta per chi non ama mangiare la mattina), deve essere personalizzata sui gusti o su problematiche che ognuno di noi può avere e deve essere applicabile sul lungo periodo.


Sicuramente non esiste la dieta perfetta che va bene per tutti ma va scelta in base al soggetto. Questo non vuol dire che per alcuni va bene mangiare “schifezze” dalla mattina alla sera “tanto non ingrasso”. La dieta da sola non risolve tutte le problematiche ma sicuramente è un importante fattore di prevenzione e di ausilio per alcune problematiche (endocrine, intestinali, metaboliche) e uno dei fattori determinanti della nostra salute.


Uno dei punti chiave su cui dovrebbe basarsi ogni tipologia di dieta è sicuramente la qualità delle materie prime che vado ad assumere, meno cibi processati e più cibi naturali, cibi di stagione e non fragole a dicembre, prodotti biologici o non trattati, cibi presi dal piccolo produttore dietro casa invece dei prodotti confezionati del supermercato. La qualità può fare la differenza nell’effetto che un determinato cibo ha su di noi, sicuramente mangiare carne rossa da allevamenti intensivi 4 giorni alla settimana avrà un effetto diverso di mangiare carne da allevamenti grass fed (animali alimentati solo a erba e lasciati liberi al pascolo). Lo stesso vale per i grassi che non devono essere demonizzati ma vanno scelti in base alla qualità, escludendo fonti di grassi industriali: margarine, grassi trans, grassi vegetali come olio di riso ,mais , semi vari, girasole etc. Anche per i carboidrati non esiste una regola fissa, dipende da quanta attività fa il soggetto e da come sta, sicuramente vanno ciclizzati e la scelta non deve ricadere esclusivamente su pasta e pane ma meglio alternarli con altre fonti (quinoa, amaranto, miglio, riso, farro, patate etc.).


Alla luce di questo, districarsi tra le varie proposte dietetiche non è facile nemmeno per un dietista pensiamo per un architetto o un operaio. Affidarsi a qualcuno può essere la scelta migliore soprattutto prima di intraprendere delle diete “terapeutiche” che vanno fatte per brevi periodi di tempo e sulla base della storia clinica del soggetto.

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